Casper, ecco l’Italia che vogliono gli italiani

L’Italia che vogliono gli italiani è un’Italia che sappia abbattere il debito pubblico facendo capire ai cittadini che pagare le tasse conviene perché lo fanno tutti e perché chi evade viene relegato in una sorta di “castrazione economica” che lo priva della libertà di spesa. D’altro canto chi paga le tasse deve essere stimolato a farlo attraverso meccanismi di bonus fiscali (ad esempio un bonus del 3% per ogni pagamento elettronico effettuato) o di sorteggi di fatture e scontrini detraibili. L’Italia degli italiani è, inoltre, un paese che favorisce lo sviluppo delle microimprese, uniche realtà in crescita nei momenti di crisi economica.

E’ un paese che valorizza le risorse che ha, a cominciare da turismo e beni culturali, e non danneggia l’ambiente; è un’Italia che mette il cittadino in condizioni di rivolgersi alla giustizia, senza dover affrontare gli attuali tempi biblici dei processi, e alla sanità, senza aver timore di subire un danno perché nei casi di malasanità deve essere previsto un risarcimento adeguato.

Si tratta di idee semplici, che non arrivano da tecnici o esperti economisti, ma direttamente dalle famiglie che hanno partecipato all’indagine “L’Italia che vogliono gli italiani” condotta dal centro studi Comitas per conto della Associazioni dei consumatori (Assoutenti, Casa del Consumatore, Codacons, Codici,  Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori) che aderiscono a Casper, Comitato contro le speculazioni e per il risparmio.

“Negli ultimi anni con Casper abbiamo segnato tappe importanti – ha detto Massimiliano Dona, Segretario Generale dell’Unione Nazionale Consumatori, durante la conferenza stampa di presentazione dell’indagine, che si è tenuta oggi a Roma – Attraverso iniziative spesso folkloristiche abbiamo portato all’attenzione dell’opinione pubblica il disagio che stanno vivendo da qualche tempo i consumatori, prigionieri di una realtà fatta di tasse e rinunce. Ma Casper non è solo protesta e lo dimostra l’iniziativa di oggi con cui sono state raccolte delle proposte da portare in Parlamento”. Dona ha ricordato il momento difficile che stanno attraversando intere famiglie italiane: “Stiamo notando da un po’ di tempo che ai nostri sportelli arrivano sempre meno reclami o proteste e sempre più richieste di aiuto”.

E’ indubbiamente un periodo nero per gli italiani che, però, non perdono la loro voglia di partecipazione e lo hanno dimostrato con questa indagine che ha raccolto ben 83.563 idee, riassunte in 563 proposte concrete.

Proposte per combattere l’evasione fiscale, per aumentare il credito alle microimprese, prevedendo una vero e proprio “diritto al credito” e inserendo la “giusta causa” per la revoca degli affidamenti. Un’altra tematica molto cara agli italiani è quella della riduzione dei costi della politica, sia nel numero dei rappresentanti che nelle strutture.

A tal proposito Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadini ha ricordato: “La nostra Associazione ha vinto una battaglia per la cancellazione di 3 posti di consiglieri regionali nel Lazio e 5 in Puglia. Una piccola vittoria e milioni di euro risparmiati”. Longo ha toccato un altro tema: quello della pressione fiscale. “Oltre al fatto che le tasse sono troppe devo sottolineare un altro aspetto odioso del nostro sistema fiscale che è l’ingiustizia rispetto all’accesso ai servizi di base. Faccio l’esempio degli asili nido: una famiglia dove entrambi i genitori sono dipendenti pubblici e quindi insieme arrivano a guadagnare circa 3000 euro al mese, in graduatoria viene scavalcata da chi, pur essendo titolare di una palestra o di una gioielleria, dichiara di guadagnare zero”.

Con piccoli, ma significativi interventi l’Italia sarebbe un paese migliore o quantomeno lo sarebbe dal punto di vista dei suoi cittadini che ci vivrebbero sicuramente  meglio. Ma sembra che ultimamente la politica si sia allontanata parecchio dall’opinione pubblica e dalle vite della gente comune, quella che non dovrebbe esprimere la propria opinione solo nel momento in cui è chiamato al voto, ma dovrebbe avere il diritto di farlo più spesso e sulle tematiche che la riguardano da vicino.

Qualcosa, però, nel nostro paese sta cambiando e lo hanno dimostrato anche le Associazioni dei consumatori che con l’iniziativa di oggi hanno dimostrato un maggior grado di maturità. “E’ la prima volta che una grande aggregazioni di diverse Associazioni forti si presenta insieme per appoggiare le proposte dirette dei cittadini – ha sottolineato Carlo Rienzi, Presidente del Codacons – Possiamo dire che in questo modo diventiamo una lobby potente, in grado di condizionare le decisioni politiche. In TV non si parla quasi mai delle difficoltà delle famiglie a pagare le bollette o della speculazione sui prezzi dei beni alimentari. E in questi giorni si sta scatenando la campagna elettorale, in cui tutti prometteranno tutto, ma nessuno poi si occuperà dei problemi reali. E’ proprio in questo momento di fuoco che noi mettiamo sul piatto queste proposte e vediamo se qualcuno le prenderà in considerazione”.

Intanto domani le Associazioni dei consumatori saranno in audizione al Senato e presenteranno 3 proposte di legge di iniziativa popolare fondamentali per dare nell’immediato un sostegno alle famiglie e alle imprese in difficoltà. Si parte da un disegno di legge che introduca la definizione di prezzo anomalo nel settore alimentare, dove la speculazione è sotto gli occhi di tutti ed ha portato ad aumenti esorbitanti per alcuni prodotti di base come il pomodoro. Già nel 2007 l’Antitrust, a termine di un’indagine conoscitiva, aveva constatato che la filiera ortofrutticola italiana era troppo lunga e i troppi attori in campo facevano lievitare i prezzi. Da allora però non è cambiato nulla e nei passaggi dal produttore alle nostre tavole il prezzo dei prodotti aumenta in modo significativo.

La seconda proposta di legge prevede deduzioni fiscali in favore di artigiani, piccole imprese e lavoratori autonomi. Infine, l’Italia dovrebbe permettere alle famiglie meno abbienti e alle piccole imprese in difficoltà, di differire i pagamenti di tasse e bollette. Tra le varie manovre degli ultimi anni e i continui rincari delle tariffe (da quelle dell’energia elettrica a quelle dell’acqua e dei trasporti) i cittadini non fanno altro che pagare, tanto che il loro potere d’acquisto si è ridotto al minimo. Dare loro un po’ di respiro forse potrebbe essere un buon “regalo di Natale”.

di Antonella Giordano

Twitter @Anto_Gior   

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