Italia a tavola, contraffazione nemica della sicurezza alimentare

Progettare l’istituzione di uno ‘Sportello Anticontraffazione’ a livello istituzionale per tutelare i consumatori e  il “Made in Italy”. E’ questa una delle cinque proposte lanciate oggi dal movimento Difesa del Cittadino e Legambiente in occasione della presentazione della nona edizione di Italia a Tavola, il rapporto annuale attraverso il quale le due Associazioni fanno il punto sull’attività di controllo. Attività di controllo che nel nostro Paese è opera dellAgenzia delle Dogane, Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas), Carabinieri per le Politiche Agricole e Alimentari, Capitanerie di Porto , Corpo Forestale, Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi e Ministero della Salute. Nel 2011 sono stati 205.167 i controlli effettuati dagli istituti preposti, a cui si aggiungono oltre 900mila ispezioni del Servizio Sanitario Nazionale alle imprese alimentari e agli stabilimenti di prodotti di origine animale. “Dati – ha commentato Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino – che devono trasmettere sicurezza perchè significa che le attività di controllo ci sono e funzionano. Allo stesso tempo, però, devono farci riflettere sul fatto che i prodotti agroalimentari sono entrati a tutti gli effetti nel mirino del business dell’illegalità”. Desslo stesso avviso anche il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, secondo cui “è necessario analizzare i dati tenendo bene a mente il quadro di riferimento ben descritto dal Rapporto Ecomafie: le mafie si stanno inserendo nel trasporto e nella distrubizione dei prodotti alimentari. In questo modo riescono a controllare in maniera indiretta la produzione e il mercato. E’ qui che le forze dell’ordine devono intervenire per contrastare il fenomeno illegale”.

Secondo Francesco Ferrante, senatore PD , “i dati confermano l’esigenza di un’agenzia nazionale per sicurezza alimentare. Per la specificità del mercato italiano e per i suoi limiti palesi l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) non si è fin qui dimostrata all’altezza: i conflitti di interesse nel panel degli esperti e del Cda e il rifiuto ad attingere a studi indipendenti nel corso dell’iter autorizzativo di prodotti rischiosi come i pesticidi, non hanno consentito all’Agenzia di raggiungere quel livello di autorevolezza che invece le è necessario. Occorre un cambiamento radicale del suo operato, vista la delicatezza di svolgere il ruolo di garante della sicurezza alimentare e ambientale a livello europeo. Un agenzia ad hoc per il mercato italiano, oltre l’applicazione di norme piu’ severe sull’etichettatura e sulla tracciabilita’ dei prodotti alimentari e tolleranza zero per le frodi alimentari, sono le direttrici su cui muoversi per salvaguardare il Made in Italy agroalimentare e la salute a tavola”.

Quello che emerge con chiarezza dal Rapporto di quest’anno è il dilagare del fenomeno della contraffazione dei prodotti Made in Italy che all’estero sono sempre sinonimo di successo. Nel mirino dei ‘falsari del cibo’ finiscono soprattutto i prodotti tipici, Dop e Igp: un settore ampio dal momento che il nostro Paese vanta 243 denominazioni protette DOP, IGP, STG e oltre 520 denominazioni vitivinicole. In cosa consiste la contraffazione alimentare? La contraffazione non è altro che la sostituzione di un prodotto con un altro di minor pregio ma che presenta caratteristiche affini, ovviamente di minore qualità. Ed è così che nascono le storie della Mozzarella di bufala prodotta con latte vaccino, dell’olio deodorato, di pesce congelato spacciato per fresco, di conserve di San Marzano tricolore ricavate da pomodori provenienti da paesi lontani come di container contenenti vino privo dei documento di tracciabilità.

La contraffazione, alimentare e non solo, è senza dubbio un fenomeno che va contrastato con decisione percheè provoca, non solo, danni alla salute del consumatore ma all’intero sistema produttivo. “Il made in Italy – ha spiegato Loredana Golino, direttore generale MSE – è l’unico marchio che batte la crisi e i contraffattori hanno destrezza a dirigersi laddove chiede il mercato”. In effetti il boom di contraffazioni nel settore alimentare cui stiamo assistendo ne è la prova. Tra l’altro, un’indagine di Coldiretti e SWG dimostra che gli italiani temono molto le frodi alimentari perché “possono avere effetti sulla salute” e per questo le pene devono essere severe: se il 57 per cento degli italiani pensa che debbano essere punite con la sospensione dell’attività, ben il 22 per cento ritiene che – continua la Coldiretti – la pena piu’ giusta sia addirittura l’arresto mentre solo il 18 per cento una multa salata. A spaventare – sottolinea la Coldiretti – sono soprattutto gli effetti sulla salute delle frodi a tavola che si moltiplicano nel tempo della crisi soprattutto con la diffusione dei cibi low cost.

Nel corso della conferenza stampa MDC e Legambiente hanno presentato il bando per le buone pratiche nell’agroalimentare Premio Italia a Tavola. Beneficiari dell’iniziativa saranno le realtà del settore privato (produzione e distribuzione) e pubblico (enti locali – buone pratiche del territorio e ristorazione scolastica). Aziende e governance locali potranno così dimostrare il loro serio impegno nel settore della qualità alimentare, della tutela del consumatore e della sostenibilità ambientale.

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