Mediazione obbligatoria, UE: non colto lo spirito della Direttiva

La mediazione civile e commerciale è finita nel mirino della Commissione Europea. Gli agenti della Commissione Europea, infatti, nel procedere alla disamina della legge in questione hanno sollevato alcune perplessità. In particolare – rilevano – non è stato colto lo spirito della direttiva CEE 52/2008. “La Commissione Europea non ha fatto altro che avvalorare la nostra tesi” ha commentato Pietro Giordano, Adiconsum, che fin dall’inizio aveva sollevato dubbi sull’obbligatorietà della legge, proprio nella parte contestata dall’Europa.Innanzitutto – ha spiegato Giordano – la legge sulla mediazione obbligatoria disattende il carattere di ricorso volontario a tale strumento da parte del consumatore, che è  invece proprio il DNA della mediazione. Le pesanti sanzioni poi comminate al consumatore in caso di non accoglimento delle scelte del mediatore inficiano la libera scelta del consumatore di proseguire o meno nella trattativa, precludendogli anche la possibilità di adire le vie giudiziarie tradizionali.

Siamo proprio sicuri che la mediazione obbligatoria rappresenti la soluzione più economica per il consumatore nella risoluzione delle sue controversie con le imprese? Si è chiesto Giordano ricordando che “la direttiva europea si proponeva di diffondere la cultura delle ADR (alternative dispute resolution) quale alternativa ai contenziosi nei Tribunali, mantenendo il loro carattere di peculiarità”.

Volontarietà, gratuità, interrompibilità del procedimento in qualunque fase, possibilità, in caso di non accordo, di adire altre vie, comprese quelle giudiziarie tradizionali – ha concluso Giordano – sono tutti elementi rispettati nella conciliazione paritetica, che vede la presenza di un rappresentante dei consumatori e uno dell’impresa. La sua efficacia è testimoniata dal gran numero di conciliazioni sottoscritte con tutte le maggiori imprese di servizio, compresi anche quei problemi per cui ora è richiesta la mediazione obbligatoria (segno evidente che tale strumento è ritenuto efficace anche da parte delle aziende) e dalle migliaia di consumatori che in questi anni si sono avvalse di tale procedura. Chiediamo al Governo di adoperarsi per la diffusione di tutte le possibili composizioni alternative nelle controversie imprese-consumatori.

 

 

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