Famiglie e imprese, poco credito a disposizione. Consumatori: una linea suicida

“Siamo del tutto convinti che non si stia facendo a sufficienza per le famiglie e le imprese nel nostro Paese”. E’ questo il commento di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Una visione confermata anche da alcuni dati resi noti oggi dalla Cgia secondo cui le insolvenze bancarie in capo alle imprese italiane hanno sfiorato a maggio scorso gli 84 miliardi di euro (precisamente 83,691 miliardi). Non solo. Nonostante le due operazioni di rifinanziamento a lungo termine della Bce a dicembre 2011 e a febbraio scorso i prestiti bancari alle famiglie e alle imprese italiane sono diminuiti complessivamente di 9,2 miliardi, mentre l’acquisto dei titoli di Stato da parte degli istituti di credito ha registrato un vero boom: +92,89 miliardi di euro.“In questo modo si strozza la nostra economia, stroncando lo sviluppo e sbarrando la strada ad ogni possibile via di uscita dalla crisi che affligge il nostro Paese” aggiungono i Presidenti che lanciano un monito al Premier Monti: “Non si può pensare solo al riequilibrio e poi, solo in un secondo momento, alla crescita. E’ una linea suicida che fa morire il paziente prima della guarigione”.

“Per evitare questi scenari è indispensabile, quindi, che il Governo dia risposte concrete per rilanciare gli investimenti per lo sviluppo e la ricerca e per avviare una ripresa della domanda di mercato, cancellando definitivamente dall’agenda di Governo qualsiasi lontana ipotesi di aumento della tassazione” concludono Trefiletti e Lannutti.

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