Spending review, si rischia aumento Irpef in otto Regioni. Consumatori protestano

Rischio Irpef più elevato dal 2013 in otto Regioni. La commissione Bilancio del Senato ha infatti approvato ieri un emendamento del Pdl alla spending review che prevede un aumento dell’Irpef nelle otto regioni con un debito della sanità da ripianare – Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Queste potranno anticipare dal 2014 al 2013 la maggiorazione dell’aliquota addizionale regionale Irpef, dallo 0,5% all’1,1%.

“L’ennesima misura depressiva a carico delle famiglie a reddito fisso”, protestano Federconsumatori e Adusbef. “La Commissione Bilancio del Senato ha dato il via libera all’emendamento che consente alle otto regioni italiane impegnate nel piano di rientro dal disavanzo sanitario di attuare già dal 2013 l’aumento dello 0,6% (dall’attuale 0,5% si passerà all’1,1%) dell’addizionale Irpef: si tratta di un provvedimento che, se  verrà approvato definitivamente, si tradurrà nell’ennesima batosta per i cittadini – spiegano le due associazioni – Il fatto che in Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia si rischi un innalzamento anticipato dell’aliquota, che andrà ad aggiungersi a quella regionale di base già fissata dal decreto ‘Salva-Italia’ all’1,23%, è inaccettabile. Il Governo non può chiedere alle famiglie, già pesantemente provate dalla crisi, l’ennesimo sacrificio”.

Oltre a protestare nei confronti di un aumento di tassazione, le due associazioni ricordano che a questa non corrisponde una migliore qualità dei servizi. “In particolare in ambito sanitario, infatti, il panorama diventa sempre più contraddittorio – aggiungono Federconsumatori e Adusbef – e gli annunciati tagli alle risorse sembrano costituire l’unica certezza. I cittadini rischiano di essere penalizzati due volte: da una parte si scaricano su di loro i bilanci negativi delle regioni e dall’altro non vengono offerti servizi “decenti”. Torniamo a dire che con l’aumento delle imposte non ci potrà essere nessuna ripresa ma, al contrario, l’economia continuerà pericolosamente ad avvitarsi su se stessa”.

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