Università, Consumatori: spending review uccide diritto allo studio

Le norme contenute nel decreto sulla spending review in tema di contributi universitari? Uno escamotage per permettere agli atenei di scaricare sulle spalle degli studenti i tagli operati negli ultimi anni al fondo di finanziamento ordinario ricevuto dallo Stato. Non hanno dubbi Federconsumatori e Adusbef che, riferendosi all’articolo 7 del decreto “Disposizioni urgenti per la riduzione della spesa pubblica a servizi invariati”, sostiene che con gli aumenti prospettati gli studenti pagheranno in media 1.554,50 Euro.Ma non solo. Secondo le Associazioni sono “gravissime” anche le discriminazioni nei confronti degli studenti fuoricorso e gli studenti extracomunitari, per i quali gli aumenti rischiano di essere letteralmente incontrollati.

 “In questo modo si configura una gravissima lesione al diritto allo studio ed un pesante ostacolo alla crescita ed allo sviluppo del Paese” dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti che invocano “una urgente modifica di tale norma. In caso contrario abbiamo già dato mandato alle nostre consulte legali di studiare interventi per garantire il diritto allo studio nel nostro Paese, soprattutto per gli studenti meno abbienti, ed indipendentemente dal loro paese di provenienza”.

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