Iva sulla Tia, Altroconsumo scrive a 103 sindaci

La strada da percorrere è ancora molto lunga affinchè i cittadini che hanno pagato ingiustamente l’Iva sulla Tariffa di Igiene Ambientale (TIA) possano essere rimborsati. Oggi Altrocosnumo ha scritto a 103 sindaci di altrettanti Comuni in sedici Regioni – Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino-Alto Adige, Veneto, Umbria: “Se l’amministrazione comunale svolgesse in concreto il ruolo di interprete dei bisogni dei propri cittadini, rimborsando immediatamente le cifre ora e rivendicando soluzione più strutturale al soggetto ultimo riscossore della tariffa, cioè lo Stato, i consumatori saprebbero di essere tutelati nei propri diritti dal Comune che li rappresenta”.L’Associazione sottolinea che la petizione sul sito parla chiaro: la soluzione al problema deve essere strutturale e non individuale. Rivolgersi al Giudice di pace per far valere i propri diritti può essere una soluzione ma non priva di incognite (ricorsi alla sentenza di primo grado, costi). Quale la soluzione? Secondo Altroconsumo di potrebbe introdurre una voce all’interno del modello di dichiarazione dei redditi 730 e Unico dove indicare l’Iva pagata (documentata dal contribuente con le fatture in suo possesso) e procedere così al rimborso, nei tempi e modi previsti per i crediti Irpef.

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