Giustizia, riforma epocale? MDC: “Inaccessibile a fasce crescenti di popolazione”

La giustizia italiana, oltre ad essere storicamente lenta, sta diventando sempre più costosa. E la “riforma epocale della giustizia” varata dal Governo per risolvere i problemi legati alla lentezza dei giudizi e alle carenze di organico, in realtà ha aumentato i costi e soppresso 37 sedi di tribunale, 220 sedi distaccate di tribunale, 38 Procure e 674 sedi di Giudice di Pace.

Il provvedimento appare in linea con i recenti aumenti esponenziali del Contributo Unificato, la tassa che si paga nel momento in cui si va a depositare la causa in tribunale. In pratica, invece di ridurre i tempi e migliorare il settore, si sta rendendo progressivamente sempre più inaccessibile il ricorso alla Giustizia per fasce crescenti di popolazione, ponendo a questo diritto ostacoli di ordine economico, procedurale e logistico”. Questo il commento del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) alla riforma della Giustizia: “Ridurre gli sprechi è corretto, ma quando si intraprendono azioni così delicate in settori come quello giuridico è necessario tenere conto di tanti fattori come le necessità delle singole realtà e non ultima l’effettiva possibilità per il cittadino di accedere alla giustizia. Ci sembra assurdo – conclude l’Associazione dei consumatori – che l’unica soluzione proposta sia quella di applicare tagli così netti e indiscriminati”.

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