Consiglio di Stato annulla multe a Telecom e Wind

Il Consiglio di Stato ha annullato alcune sanzioni che l’Antitrust aveva comminato a Telecom e Wind per pratiche scorrette relative a variazioni tariffarie, utilizzo del credito residuo e contratti a distanza. Ne dà notizia Assoutenti che spiega: “Il massimo organo della giustizia amministrativa, modificando radicalmente la giurisprudenza, ha affermato che, in presenza di normative organiche settoriali, volte a tutelare espressamente il consumatore, esse vanno applicate dall’Autorità garante delle comunicazioni e non dall’Antitrust”.Secondo il Consiglio di Stato, l’Antitrust ha competenza a verificare eventuali profili anticoncorrenziali di clausole contrattuali, che configurino abusi di posizione dominante o intese restrittive della concorrenza”. Tale soluzione, secondo il Consiglio di Stato, è volta ad evitare possibili duplicazioni di procedimenti a carico del medesimo operatore e garantire una maggiore certezza nell’interpretazione della disciplina vigente. “L’esigenza di porre ordine sulla legislazione riguardante le Autorità indipendenti, frutto di numerosi interventi normativi non coordinati tra loro, è sicuramente condivisibile anche se non è sempre univoca la valutazione sulla presenza di “normative organiche”. Desta però profonda preoccupazione lo svuotamento di fatto dei poteri finora esercitati dall’Antitrust, a tutela dei consumatori, svolgendo talora un ruolo di supplenza rispetto a interventi parziali e carenti delle Autorità di settore” afferma il Presidente di Assoutenti Mario Finzi.

Le scelte compiute dal Consiglio di Stato impongono all’AGCom e alle altre Autorità un immediato adeguamento delle discipline di settore, al fine di recepire i principi e le regole elaborate nel corso degli anni dall’Antitrust per aumentare gli strumenti a disposizione dei consumatori nei confronti delle condotte scorrette delle aziende. “Per non disperdere questo patrimonio di esperienze e conoscenze appare inoltre opportuno un intervento del legislatore nazionale che, proseguendo la riflessione avviata dalla Commissione Affari costituzionali della Camera, arrivi sollecitamente ad un riordino generale delle competenze e dei poteri di tutte le Autorità indipendenti, in modo da assicurare forme più avanzate di tutela dei cittadini e, più in generale, una concorrenza leale tra i diversi operatori presenti sul mercato” conclude Finzi.

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