Evasione fiscale, bilancio GdF dei primi 4 mesi del 2012

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Qual è l’identikit dell’evasore fiscale? E’ sempre più difficile dare una risposta poiché non si può escludere nessuna categoria: dall’imprenditore al commerciante, dal professionista all’impresario. Non è una semplice riflessione, ma è quanto scrive la Guardia di Finanza nel bilancio della lotta all’evasione fiscale, condotta nei primi 4 mesi del 2012.

Da gennaio ad oggi le Fiamme Gialle hanno scoperto ben 2.192 evasori totali. I settori più colpiti sono il commercio all’ingrosso e al dettaglio (quasi il 25% del totale), le costruzioni edili (circa il 22%), le attività manifatturiere (11%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (5,7%) e le attività di alloggio e ristorazione (5,5%).

Ecco alcuni dei casi più eclatanti scoperti dai Finanzieri: un noto bar a Thuile, località sciistica vicina a Courmayer, che negli ultimi 5 anni non ha dichiarato ricavi per 350 mila euro; una pasticceria nel centro di Reggio Calabria, apprezzata per le sue specialità dolciarie, che non ha dichiarato, negli ultimi 2 anni, ricavi per 400mila euro, e si avvaleva di lavoratori “in nero”, un albergatore di Grado che non ha dichiarato più di mezzo milione di euro di ricavi, incassati dopo il “tutto esaurito” della stagione estiva, un centro di macellazione di carni a Messina che aveva nascosto al Fisco ricavi per oltre 30 milioni di euro; un gioielliere della provincia di Brescia che ha evaso circa 300.000 euro di Iva e non ha dichiarato redditi per quasi 1 milione e mezzo di euro.

In totale ammonta a 650 milioni di euro l’Iva evasa nei primi 4 mesi del 2012. Il Codacons plaude all’azione delle forze dell’ordine, ma chiede di fare di più, se si considera che per la Corte dei Conti sull’Iva vi è una evasione del 36%,  di gran lunga la più elevata tra i grandi Paesi europei, con l’eccezione della Spagna.  

“Se si vuole combattere seriamente l’evasione, il Governo Monti deve cambiare il meccanismo che consente a professionisti ed artigiani disonesti di evadere con la complicità del consumatore, grazie allo sconto sulla prestazione – afferma il Presidente del Codacons Carlo Rienzi – Innumerevoli le possibili soluzioni, a cominciare da un diverso sistema di detrazioni fiscali”. Il Codacons chiede, inoltre, che i blitz della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate non si limitino agli esercizi pubblici come locali notturni, ristoranti e alberghi, ma si estendano anche ad idraulici, elettricisti, meccanici, gommisti, carrozzieri, architetti, avvocati, insomma artigiani e professionisti vari.

Il Codacons ricorda che, avendo il decreto Salva Italia codificato la prassi di eseguire “gli accessi in borghese“, è indispensabile  che gli agenti si fingano normali clienti di questi artigiani. “Basterebbe recuperare il 10% dell’evasione sull’Iva per scongiurare l’aumento previsto ad ottobre”.