Italia in recessione nel 2012. Calano prestiti e consumi

L’Italia continua a non crescere e le previsioni per il 2012 parlano di un altro anno di recessione. Questo è quanto emerge dalle prime stime dell’anno relative al Pil diffuse dall’Istat (Istituto nazionale di statistica). Secondo le rilevazioni trimestrali dell’Istituto, la crisi economica sta letteralmente bloccando i consumi. A fronte di un continuo aumento dei prezzi, infatti, il portafoglio degli italiani appare sempre più vuoto, con un potere d’acquisto che risulta essere sempre più basso.

I dati del primo trimestre rilevano una recessione del Pil dello 0,5%, con una tendenza che si preannuncia negativa anche nei prossimi mesi: le previsioni più ottimistiche del Tesoro parlano di un -0,4%, mentre le peggiori, del Fmi, di un -2,2%. Ciò che appare evidente in questo periodo, intanto, è sia il freno nei consumi che nella domanda di prestiti.

La sempre minore disponibilità di liquidità da spendere da parte delle famiglie si fa sentire in tutti i mercati, tanto che è arrivata a toccare anche il settore dei generi e dei prodotti alimentari, che nel 2011 ha subito una riduzione di quasi il 5%. In questa situazione di difficoltà economica, anche la tendenza a richiedere prestiti è minore. La paura di non riuscire a sostenere le rate ha bloccato molti nella domanda di finanziamenti. Questo appare evidente rispetto ai dati relativi al livello di indebitamento nel settore del credito al consumo delle famiglie, che a partire dal 2009 è diminuito costantemente. La non risoluzione della crisi economica e il continuo aumento delle spese “necessarie” hanno portato molti a rimandare acquisti ritenuti superflui, con una diminuzione della domanda sia di prestiti personali che di prestiti finalizzati. 

Adusbef e Federconsumatori, nel commentare le rilevazioni dell’Istat, hanno lanciato un avviso: se la domanda interna continuerà a contrarsi “le prospettive per l’intera economia non possono che essere pessime”, forse anche peggiori di quelle del Fmi. Per i Consumatori, come per gli imprenditori, è “urgente metter in campo strumenti per il rilancio dell’economia, annullando prima di tutto l’ulteriore incremento dell’Iva” previsto per questo autunno. In secondo luogo, come sottolineato anche dal Pdl, le banche dovrebbero cominciare ad aiutare famiglie e imprese, concedendo con maggior facilità e a tassi  più bassi i prestiti, in modo da rimettere in moto l’intero sistema economico del Paese.

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