Energia: la green economy vale l’1% del Pil


Il Piano per la crescita sostenibile dell’Italia è arrivato in questi giorni sul tavolo del Governo, con delle proposte importanti non solo a livello ambientale, ma anche economico. Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha le idee ben chiare riguardo all’importanza dei vantaggi ottenibili dall’energia verde anche in termini economici.

A fine anno, in applicazione del piano Kyoto, sarà disponibile una cifra che supera il miliardo di euro e il ministro dell’Ambiente ha sottolineato come, in collaborazione con il ministro dello Sviluppo, ci sia l’intenzione di “disegnare una strategia di rilancio del Paese basata su un uso più accorto delle risorse, sull’efficienza energetica, sulle fonti rinnovabili, sul recupero dei materiali, su un sistema di trasporti più moderno, sull’innovazione tecnologica”.

Si tratta di obiettivi piuttosto ambiziosi, inseriti all’interno di un piano molto articolato. In primo luogo si considera la questione di clima-energia in relazione alle direttive stabilite dall’Europa per il 2020. Si prevede un -20% di emissioni serra, un +20% dei energia da fonti rinnovabili e un 20% in più di efficienza energetica.  Obiettivi importanti, ma che, considerato che già il 20% dell’energia elettrica del nostro Paese deriva da fonti rinnovabili, e l’arrivo degli incentivi previsti dal Fondo di rotazione per Kyoto, non sembrano irraggiungibili.

Altro elemento su cui si vuole puntare, anche nel settore industriale, è costituito dal modello degli sgravi fiscali al 55% per gli interventi di miglioramento energetico nelle case, che hanno riscosso un buon successo tra le famiglie, permettendo loro un risparmio, tra il 2007 e il 2009, che è stato valutato in termini di 900 milioni di euro.

Sempre per quanto riguarda l’energia, sono previste nuove misure a sostegno delle rinnovabili. Si tratta di un pacchetto che arriverà a 12 miliardi di euro l’anno, di cui 7 sono destinati al fotovoltaico e 5 alle altre fonti pulite (eolico, idroelettrico, biomasse, geotermico), che già i consumatori pagano nelle loro bollette. Costi che ridanno molto al Paese, sia in termini di posti di lavoro che in termini di sicurezza ed efficienza energetica. Anche le minori emissioni di gas ottenute grazie a impianti di rigenerazione (calore, raffreddamento, elettricità) permettono un raddoppiamento dell’energia prodotta, con benefici non solo per l’ambiente, ma anche per il portafoglio. Infine, il piano per la crescita sostenibile, si occuperà anche di rifiuti e bonifiche, per cui si prevedono delle novità riguardo la raccolta differenziata e la valorizzazione dei materiali riutilizzabili.

 

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