Carburanti e tariffe autostradali sono sempre più cari. In un mese, i rincari arrivano quasi al 9% e l’assenza di un controllo sui prezzi consente pratiche speculative che aggravano la situazione degli automobilisti: non c’entrano le accise né l’aumento dell’Iva, in campo ci sono comportamenti speculativi sui quali si dovrebbe invece vigilare. La denuncia arriva da Altroconsumo.
L’associazione mette a confronto le spese di una famiglia-tipo che si muove in autostrada con due automobili, una a benzina e una a gasolio. I rincari combinati di tariffe autostradali e carburanti sono pari a quasi il 9% da dicembre ai primi giorni di febbraio, l’aggravio di spesa è stimato in 575 euro in più in un anno.

La situazione analizzata è quella di due coniugi: uno utilizza un’automobile con un serbatoio di 50 litri di gasolio, fa quattro pieni al mese e viaggia in autostrada tre volte al mese su un percorso di 130 chilometri (da Milano a Torino, per esempio) sia in andata che in ritorno. L’altro coniuge utilizza la seconda auto a benzina per percorrere tutti i giorni una tratta autostradale di 32 chilometri (da Milano a Pavia, per esempio) per recarsi in ufficio e fa due pieni al mese di 40 litri.

Nel primo caso, le tariffe autostradali segnalano un aumento di oltre il 5%: il costo mensile passa da poco più di 68 euro a 71,4 euro; pesa però soprattutto il rincaro del gasolio, per una spesa che passa da 314 euro al mese a 345 euro al mese, pari a quasi il 10%, stimata in 341 euro annui in più. Il secondo profilo di automobile sconta rincari delle tariffe autostradali del 4,8% ma soprattutto un aumento del prezzo della benzina del 10,3% in un mese: la spesa mensile passa da 129 a  142 euro, che diventano in un anno 146 euro in più. Risultato: la famiglia tipo considerata dall’analisi di Altroconsumo, che a dicembre spendeva 604 euro per spostarsi, ora ne deve spendere ben 655, per un totale di 575 euro in più all’anno, con un incremento dell’8,7% rispetto a un solo mese fa.

Sotto accusa è un “grave comportamento speculativo”, denuncia Altroconsumo: “Gli aumenti dei prezzi dei carburanti in questo momento sono totalmente ingiustificati: non è causa dell’Iva e non è neanche delle accise, rimaste stabili nel corso di questo mese. Questo aumento non è neppure imputabile al prezzo del petrolio, sostanzialmente immobile negli ultimi tempi. È da un mese che assistiamo, sul versante dei carburanti, a un comportamento speculativo molto grave. Tutto nell’indifferenza assoluta e sostanziale di chi, invece, proprio sui prezzi dovrebbe vigilare”.

Nel frattempo, il monitoraggio dei prezzi dei carburanti indica che, in alcune regioni del Centro, la benzina ormai sfiora 1,9 euro al litro. Secondo l’odierno monitoraggio di Quotidiano Energia, sul territorio i prezzi praticati sono in generale aumento soprattutto sulla benzina che, in media nazionale, resta poco sotto 1,8 ma con “punte” in alcune aree del Centro che si avvicinano a 1,87 euro al litro. Aumentano anche le no-logo. A livello paese, i prezzi medi della benzina oscillano dall’1,782 euro/litro degli impianti Q8 all’1,794 di quelli Tamoil (no-logo in salita a 1.716). Per il diesel si passa dall’1,724 euro/litro di Q8 all’1,735 di Tamoil (no-logo a 1,642).

Fonte: http://www.helpconsumatori.it/?p=40191

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