Class Action - Non Class Action Replica all’articolo apparso su TRC Giornale che trovate qui: Articolo TRC Giornale

Qualcosa lo abbiamo ottenuto: dopo che tutta la Stampa (in fondo alleghiamo una piccola raccolta dei numerosissimi articoli) aveva titolato “Class Action contro la RAI” il Polo per l’Alternativa finalmente spiega pubblicamente che non ha mai avuto intenzione di promuovere una Class Action contro la Rai.

Noi lo avevamo capito e lo spiegavamo a chiare lettere a tutti i cittadini che ci contattavano, ma erano decisamente troppi (decine di chiamate in poche ore) e per questo, come spiegato nel comunicato, che il “Polo per l’Alternativa”, forse troppo preso dalla fretta di inveirci contro, non ha letto nemmeno nelle prime righe.

Motivazione alla base del comunicato era proprio quello di spiegare, ligi ai nostri doveri statutari, ai cittadini che non lo sapessero cosa fosse una “Class Action”, termine troppo spesso abusato, e del come, nel caso RAI a Civitavecchia, questo rimedio fosse purtroppo non applicabile.

Da amanti della lingua italiana abbiamo molto apprezzato il comunicato per l’abilità con cui si iniziava con l’invettiva contro un canone “ingiusto” dinnanzi ad un disservizio arrivando a  chiedersi anche (citiamo dal comunicato del Polo) “ma a che pro paghiamo un canone annuale se non possiamo usufruire di quello che è un servizio pubblico?”, si passava a disquisire di “reati ipotizzabili, dall’abuso di potere alla truffa alla negazione del diritto all’informazione” senza poi però annunciare denuncia per questi reati per poi concludere  annunciando un “ricorso alle vie legali”.

Continuando a leggere: “Per questo (il ricorso alle vie legali N.d.R.) raccoglieremo le firme dei civitavecchiesi da allegare ad una lettera da inviare … (seguono effettivamente gli indirizzi “corretti”) … per denunciare il comportamento della RAI e chiedendo un eventuale risarcimento (a chi? al Ministro? Negli indirizzi non c’è la RAI N.d.R.))

“Il Polo per l’Alternativa” chiude il comunicato “raccoglierà le firme di tutti coloro che intendono chiedere i danni alla televisione pubblica …” chissà perché i cittadini che ci hanno contattato erano convinti che quella azione da loro legittimata con una firma servisse proprio ad ottenere un risarcimento e ad avviare un “ricorso alle vie legali”.

I dubbi di cui noi parlavamo nel comunicato, quindi, non erano i nostri, ma quelli che ci prospettavano i Civitavecchiesi che ci contattavano chiedendoci di consigliarli. Abbiamo quindi, a questo punto, “aiutato” il Polo per l’Alternativa (che non si era in vero precipitato a smentire i titoli di stampa) a chiarire che la loro non era una Class Action? Ne Siamo felici.

Ma la domanda che avevamo posto rimane aperta: di quale tipo di azione legale si tratta?

Una conciliazione obbligatoria “collettiva”? Non esiste nel nostro ordinamento e quindi sono preclusi tutti i rimedi “per le vie legali”.

Una lettera di protesta? E non era più semplice distribuire un modulo su internet (come abbiamo fatto noi più volte), o per le strade, senza far scomodare 1000 persone? Almeno ai destinatari sarebbero giunte 1000 lettere uguali, e non una sola!

Non cerchi il Polo delle Alternative di “contrattaccare” chiedendo ad una associazione di rilievo nazionale, con 25 anni di esperienza sulle spalle, sedi in oltre 100 Comuni Italiani, un sito locale con circa 5000 articoli sul consumo, 250 iniziative di tutela di singoli cittadini all’anno solo nel comprensorio, membro del Consiglio Nazionale Consumatori ed Utenti presso proprio il Ministero dello Sviluppo Economico (altro che tavoli), che è tra le principali associazioni nazionali di tutela, tanto da rappresentare, tramite il proprio Presidente Nazionale, tutti i consumatori Europei, cosa ha fatto in questi giorni: ha lavorato per trovare una soluzione, ed ancora lavora, ma lo fa in silenzio!

Non siamo un  partito, non dobbiamo caldeggiare nessuno e quindi non siamo interessati alle polemiche, ma alle risposte, ed una l’abbiamo ottenuta: il Polo per l’Alternativa non voleva fare  una Class Action, erano tutti gli altri (cittadini compresi) ad aver frainteso.

Ora attendiamo la seconda risposta: Come pensa il Polo per l’Alternativa di ottenere i “risarcimenti danni” per i quali 1000 cittadini hanno firmato? (Abbiamo citato testualmente il loro comunicato stavolta: ci diranno che abbiamo letto male?”)

Ribadiamo di non aver nulla contro il Polo per l’Alternativa ma ripetiamo il nostro invito: come le associazioni di consumatori rimangono al di fuori della competizione politica, la “politica” non illuda i consumatori parlando di risarcimenti danni senza spiegare come si pensa di  ottenerli.

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Elenco testate che hanno “frainteso” con relativi link agli articoli:

TRCGIORNALE – Titolo: “Il Polo per l’Alternativa lancia una Class Action contro la RAI

Civonline di oggi – Titolo: “Scontro MDC e POLO per L’Alternativa” – Inizio Articolo: “Sulla Class action contro Rai a opera del Polo per l’Alternativa …”

Centumcellae – Titolo: “Class action contro la rai dopo l’oscuramento dei canali a Civitavecchia

Libero 24×7 -  Titolo: ”Class Action contro la RAI a Civitavecchia

PrimaOnLine citando ANSA – Titolo: “TV:Digitale; Class Action contro la RAI a Civitavecchia

NewsLinet – Titolo: “DTT, class action contro la RAI a Civitavecchia

Quomedia – Titolo: “Class action contro la Rai a Civitavecchia

e potremmo continuare a lungo … ma non era una class action!

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(Nota Stampa – Esercizio del Diritto di Replica – L’art. 8 della legge sulla stampa 47/1948)

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