acqua_1 Civitavecchia: Stralcio del servizio idrico dalla cessione del 60% di HCS, la Holding incaricata di gestire i servizi pubblici. Perché?

In molti si sono opposti quando in Comune hanno approvato la Delibera 71, ed hanno chiamato il popolo a raccolta contro la “Delibera scellerata”. Noi del Movimento Difesa del Cittadino e l’Associazione Codici invece abbiamo, silenziosamente, sollevato “dubbi” sulla legittimità di quella delibera e, come siamo abituati a fare in qualità di Enti posti a tutela del consumatore, abbiamo cercato di chiarirceli chiedendo al Sindaco di illuminarci sulle sue scelte e di essere ascoltati in merito alle nostre proposte.

Nessuno spiraglio di confronto purtroppo si è aperto e quindi siamo stati, nostro malgrado, costretti ad usare le prerogative che il nostro ruolo ci riconosce. In una qualsiasi realtà civile il Sindaco in prima persona ci avrebbe convocati per ascoltare il parere di chi l’acqua la beve e la paga. Perché nel “Caso Civitavecchia” abbiamo dovuto avviare un Ricorso Straordinario al Capo dello Stato, fare varie segnalazioni al Garante del Servizio Idrico Regionale, attivare l’Organismo di Tutela degli Utenti e Consumatori provinciale ed avviare una class action per ottenere “attenzione” istituzionale?

E’ stato necessario porre in campo tutta la nostra “potenza di fuoco” per ottenere cosa? Un incontro? Una convocazione? Una misera lettera di spiegazioni? Nulla di tutto ciò!

Il Sindaco, diffidato dal Garante del S.I.I., grazie al Presidente della nostra sede comprensoriale MDC ed a membri dell’associazione CODICI, ambedue presenti quali consiglieri presso tale Autorità, e pressato dalle azioni giudiziarie poste in essere dalle due associazioni ha deciso di stralciare il servizio idrico dalla vendita per farlo transitare in ACEA ATO2.

Gioiamo per questo? Noi no perché meglio sarebbe stato che la gestione restasse al  Comune, ma non sapevamo più cosa rispondere ai cittadini che ci chiedevano supporto per i disservizi riscontrati, trovandoci dinnanzi ad un  Sindaco che ignora sistematicamente ogni protesta e richiesta di confronto.

Ultimo problema riscontrato? Dopo anni e anni di bollette mai emesse, finalmente cominciano ad essere inviate, e proprio a causa della situazione di arretrato incomprensibilmente creatasi stanno arrivando bollette anche di 2000 euro (pagabili anche in 2 “comode” rate da 1000 euro l’una!).

Invitiamo i cittadini che ancora non lo hanno fatto a segnalarci queste situazioni allo 0766/036164 rassicurandoli sul fatto che abbiamo gli strumenti necessari a tutelarli, come più volte dimostrato, ma che fatica!

Quanto sarebbe più semplice se il Sindaco leggesse, ed attuasse, il para a) comma 461, art.  2 della Finanziaria 2008:

a) previsione dell’obbligo per il soggetto gestore di emanare una «Carta della qualità dei servizi», da redigere e pubblicizzare in conformità ad intese con le associazioni di tutela dei consumatori e con le associazioni imprenditoriali interessate, recante gli standard di qualità e di quantità relativi alle prestazioni erogate così come determinati nel contratto di servizio, nonché le modalità di accesso alle informazioni garantite, quelle per proporre reclamo e quelle per adire le vie conciliative e giudiziarie nonché le modalità di ristoro dell’utenza, in forma specifica o mediante restituzione totale o parziale del corrispettivo versato, in caso di inottemperanza;

Per non parlare se avesse attuato quanto previsto dal para b) in caso di azioni che interessano la gestione dei servizi pubblici locali:

b) consultazione obbligatoria delle associazioni dei consumatori;

Quanto sarebbe bello poi il rapporto Comune/Cittadini se venisse attuato anche il resto del comma:

c) previsione che sia periodicamente verificata, con la partecipazione delle associazioni dei consumatori, l’adeguatezza dei parametri quantitativi e qualitativi del servizio erogato fissati nel contratto di servizio alle esigenze dell’utenza cui il servizio stesso si rivolge, ferma restando la possibilità per ogni singolo cittadino di presentare osservazioni e proposte in merito;

d) previsione di un sistema di monitoraggio permanente del rispetto dei parametri fissati nel contratto di servizio e di quanto stabilito nelle Carte della qualità dei servizi, svolto sotto la diretta responsabilità dell’ente locale o dell’ambito territoriale ottimale, con la partecipazione delle associazioni dei consumatori ed aperto alla ricezione di osservazioni e proposte da parte di ogni singolo cittadino che può rivolgersi, allo scopo, sia all’ente locale, sia ai gestori dei servizi, sia alle associazioni dei consumatori;

e) istituzione di una sessione annuale di verifica del funzionamento dei servizi tra ente locale, gestori dei servizi ed associazioni dei consumatori nella quale si dia conto dei reclami, nonché delle proposte ed osservazioni pervenute a ciascuno dei soggetti partecipanti da parte dei cittadini;

f) previsione che le attività di cui alle lettere b), c) e d) siano finanziate con un prelievo a carico dei soggetti gestori del servizio, predeterminato nel contratto di servizio per l’intera durata del contratto stesso.

A Civitavecchia questo non succede. Perché? Dov’è la trasparenza? Dov’è il rispetto per i cittadini, utenti e non “sudditi” dei servizi pubblici locali?

A Civitavecchia mai siamo stati coinvolti nei processi decisionali da questo Sindaco e da questa Giunta ed ora, che finalmente sarebbero stati costretti ad un confronto, seppure in un’aula di Tribunale, si sottraggono cassando la parte che riguarda il servizio idrico, oggetto della maggior parte delle nostre azioni.

Noi andremo avanti, affiancati e sostenuti anche dall’associazione CODICI, felici di aver tirato fuori il servizio idrico da questa “privatizzazione” ma molte domande restano sul terreno:

Perché si decise questa forma di gestione ora cassata?

I Consumatori verranno coinvolti, come previsto, negli incontri con ACEA?

Ma soprattutto: ci saranno incontri con HCS per concordare, come da legge, gli standard di qualità e le modalità di presentare un reclamo anche per il resto dei servizi pubblici?

Per quanto riguarda l’acqua, almeno, se verrà confermato il passaggio in ACEA ATO2 non sarà necessario essere amico di nessuno per veder rispettati i propri diritti: esiste la carta dei servizi di ACEA e, se non basta, noi associazioni di consumatori nazionali disponiamo di strumenti facili efficaci ed economici per risolvere ogni controversia non ricorrendo al giudice.

Sarà così anche per gli altri servizi gestiti da HCS? Verranno attivate con noi procedure di conciliazione delle controversie? O come sempre il cittadino dovrà fare il pellegrinaggio dal santo (volutamente con la s minuscola) di turno per risolvere un disagio?

Consumatori apriamo gli occhi: abbiamo
dei diritti che devono essere rispettati!

E le associazioni di consumatori, finanziate da voi con le vostre tessere (5 euro all’anno quella di MDC) esistono proprio per aiutarvi ad ottenere questo rispetto.

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