PREZZI. Stime Istat: inflazione al 2,7%. Volano le tariffe dei trasporti. Consumatori indignati

Aumenta ancora l’inflazione. E i prezzi dei trasporti letteralmente volano: in un anno sono aumentati del 6,2%, con punte ancora più elevate per il trasporto aereo e per il trasporto marittimo. A giugno le stime preliminari dell’Istat indicano che l’inflazione registra un aumento dello 0,1% rispetto al mese di maggio 2011 e del 2,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (era +2,6% a maggio 2011). L’inflazione acquisita per quest’anno è pari al 2,3%. Rileva l’Istat: “La principale spinta all’aumento dell’indice generale a giugno deriva dall’aumento congiunturale dell’1,1% dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti che determina una netta accelerazione del loro tasso tendenziale di crescita (5,2%, dal 4,2% di maggio). Sul piano tendenziale i maggiori tassi di crescita interessano i Trasporti (+6,2%), l’Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,6%), i Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+3,0%) e gli Altri beni e servizi (+2,7%)”.

Focus sui trasporti, dunque. I prezzi del trasporto aereo passeggeri aumentano del 6,9% su base mensile, del 13,8% nell’arco di un anno. Ancor più consistenti gli aumenti dei prezzi del Trasporto marittimo e per vie di acque interne (+10,8% sul mese), che segnano un incremento rispetto a giugno 2010 pari al 52,8%. Anche i prezzi del Trasporto ferroviario passeggeri risultano in aumento rispetto a maggio (+2,0%) e crescono dell’8,4% su base annua.

In periodo di vacanze, nei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona aumentano dello 0,7% rispetto a maggio i prezzi dei Servizi di alloggio (in aumento su base annua del 3,7%), in larga parte dovuto a fattori stagionali. Si segnalano in particolare l’aumento congiunturale dei prezzi dei Campeggi (+14,4%) e delle Pensioni e simili (+2,0%). Infine, nell’ambito dei ricreativi, si rileva l’aumento su base mensile dei prezzi degli Stabilimenti balneari (+3,5%), che crescono del 4,3% su base annua.

I Consumatori non possono che essere allarmati. Per l’Adoc ci saranno un crollo del turismo e 800 euro complessivi di rincari per alimentari, carburanti ed energia: “L’inflazione a giugno sale al 2,7% e si ripercuote sui desideri di vacanza degli italiani. Si stima che l’80% degli italiani non andrà in vacanza, dato che fra trasporti, alloggio e servizi i rincari superano in media i 200 euro”. Commenta il presidente Carlo Pileri: “L’80% degli italiani non andrà in vacanza, un crollo determinato in primo luogo dai rincari nel settore turistico. Il costo di un traghetto quest’anno è aumentato del 70%, pari a circa 230 euro di aggravio rispetto allo scorso anno. Per un biglietto aereo di andata e ritorno si spendono in media 112 euro in più, un rialzo del 25%, un biglietto del treno costa il 7% in più”. Per l’associazione, conteggiando gli aumenti del prezzo dei carburanti (+200 euro a fine anno), energia (+300 euro), tassi d’interesse (+216 euro) e alimentari (+100 euro), sulle famiglie si avranno ripercussioni annuali di 800 euro.

“Un dato incredibile, soprattutto alla luce dell’incessante riduzione del potere di acquisto delle famiglie”: questo il commento di Adusbef e Federconsumatori alle stime Istat sull’inflazione, che contrastano con il quadro tracciato dall’Osservatorio nazionale Federconsumatori.

Quest’ultimo rileva per quest’anno una caduta dell’1,5% sull’andamento dei consumi, un andamento al rallentatore per i saldi (le famiglie che effettueranno acquisti a saldo saranno appena il 37%, per una spesa di 141 euro a famiglia), senza contare le recenti decisioni sull’aumento delle accise sui carburanti e le previsioni di una manovra economica considerata “allucinante” che dovrebbe portare rincari per oltre 900 euro l’anno a famiglia. “Le risposte che i cittadini si aspettano da questo Governo sono tutt’altre – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef – Per questo chiediamo a chi ha responsabilità di Governo di aprire gli occhi sulla situazione del Paese, di tornare alla realtà e di prendere i dovuti provvedimenti del caso, per sostenere la domanda di mercato e l’intera economia e non per affossarla ulteriormente”.

2011 – redattore: BS

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