Civitavecchia – Delibera 71 (acqua pubblica): l’ intervento del Garante a seguito della Class Action Codici-MDC

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Pubblichiamo il testo della lettera inviata dal Garante del S.I.I. al Comune di Civitavecchia con l’invito ad ACEA di acquisire le reti.

Tante domande sulla Delibera 71, ma il Sindaco continua a non confrontarsi con i consumatori. Perché?

Apprendiamo, come al solito dalla stampa perché il Sindaco forse ritiene superfluo il confronto con i consumatori, che il Primo Cittadino avrebbe reso pubblico parte della comunicazione ricevuta dal Garante del Servizio Idrico riguardo alla Delibera 71.

Per completezza di informazione noi rendiamo pubblica l’intera comunicazione (scaricabile dal sito www.sportelloconsumatori.org) dalla quale si evince facilmente che l’intervento del Garante nasce a seguito della CLASS ACTION avviata da CODICI e da MDC, e sostenuta dal nostro Presidente locale, Massimiliano Astarita, in sede di Consulta Regionale presso il Garante stesso.

Contro la Delibera 71 quindi si contano, al momento, ben due azioni legali poste in essere dalla nostra associazione: Un ricorso al Capo dello Stato ed una Class Action portata avanti in collaborazione con CODICI, e svariati interventi presso le Istituzioni, di cui uno in Commissione Ambiente presso la Regione ed  uno all’OTUC presso la Provincia di Roma, oltre a decine di articoli.

Quelli che non si contano, perché non ce ne sono stati, sono confronti con il Sindaco su questa sua decisione. Eppure è un obbligo di legge ed ha risposto a chiunque fosse intervenuto sul tema, ma non a noi. Perché ? Lasciamo ai Cittadini il compito di scegliere la risposta che preferiscono a questa domanda.

Le nostre domande sono semplici:

  • Perché il passaggio ad ACEA ATO2 dovrebbe essere più costoso della soluzione HCS/Civitavecchia Infrastrutture?
  • E’ vero che a Civitavecchia il Servizio Idrico costa meno degli altri Comuni?
  • Come può essere appetibile un bando di gara che ha sollevato opposizioni popolari, che contraddice la volontà concettualmente espressa dal Referendum, che non potrà prevedere remunerazioni per il capitale “eventualmente” investito, e su cui pendono ben due azioni legali?

Tentiamo qualche risposta:

Secondo il modello del Comune HCS privatizzata di occuperebbe della captazione e della riscossione, mentre a Civitavecchia Infrastrutture (CI.). resterebbero le reti (i tubi per capirci). Così facendo sicuramente le tariffe non aumentano, perché il vero problema è lo stato delle reti, i cui costi resteranno totalmente a carico del Comune in quanto C.I. non verrebbe privatizzata. Ottimo, le tariffe non aumentano ed i cittadini sono contenti!

Peccato però ci si dimentichi che la condizione degli acquedotti è arrivata ad un punto dal quale di può tornare verso una qualità accettabile del Servizio solo attraverso investimenti seri e programmati: chi sosterrà questi costi?

Se le reti saranno in mano a C.I. ovviamente dovrà farlo questa società, ma dove prenderà il denaro necessario?

Essendo C.I. interamente di proprietà comunale e non avendo introiti ovviamente dovrà essere il Comune ad intervenire. E con cosa se non con la fiscalità generale?

Ecco quindi che le tariffe non aumentano, ma aumenta il carico sulla fiscalità generale  e quindi delle due l’una: o verranno aumentati gli introiti fiscali (le tasse) o verranno de finanziati altri progetti per finanziare il rifacimento delle reti. Quindi i soldi che i cittadini non tireranno fuori pagando la tariffa, li pagheranno o con le tasse o con meno servizi, e sarà sempre più difficile capire quanto realmente ci costa un metro cubo d’acqua che esce dai nostri rubinetti.

Ma passiamo all’affermazione secondo cui paghiamo meno di altri comuni per l’acqua: è una ovvietà! Un’utilitaria costa meno di una vettura superlusso.

Secondo noi, e ritengo che i consumatori che rappresentiamo non ci smentiranno, il costo dell’acqua rispetto al servizio reso a Civitavecchia è fin troppo alto, soprattutto in quelle zone di Civitavecchia dove l’acqua spesso non arriva o che è stata spesso oggetto di ordinanze di non potabilità.

Fare il confronto delle tariffe è un modo di tacitare facilmente qualsiasi oppositore, ma se parliamo di rapporto costo/servizio il discorso cambia radicalmente.

Per quanto riguarda, invece, l’appetibilità del bando ci viene solo un commento: se ci saranno imprenditori che avanzeranno offerte alle condizioni su esposte secondo noi sarebbe il caso di rivedere il concetto stesso di imprenditore e di rischio d’impresa.

Ma la soluzione è semplice: un nuovo passaggio in Consiglio Comunale, una nuova delibera approvata che sostituisce la 71 mantenendone i principi, e la speranza che le azioni legali decadano. Quella che non decade, però, e la nostra volontà: se il Consiglio Comunale consentirà al Sindaco di continuare sulla strada del non confronto e della non trasparenza dei costi, noi non ci staremo!

Noi abbiamo solo un obiettivo: un Servizio Idrico efficiente ad un costo giusto e chiaro! Noi diremo sempre no a costi occulti, Bad Company, equilibrismi legislativi, impossibilità di controlli, assenza di confronto, mancanza di regole, …

Invitiamo il Sindaco ad una considerazione: noi non siamo un partito politico, che può liquidare come “opposizioni”, non siamo Sindacati che può ignorare definendoli “politicizzati”, siamo Consumatori.

Noi siamo coloro che beviamo l’acqua (quando c’è ed è potabile) e paghiamo le tasse e le tariffe e che chiediamo da mesi di essere ascoltati su queste tematiche. Lei evita di confrontarsi con noi: perché?

VEDI LA LETTERA DEL GARANTE

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