POSTE. Disservizi Poste Italiane, al via tavolo di conciliazione per risarcire gli utenti

Il mese di giugno non è iniziato proprio nel migliore dei modi per Poste Italiane: da mercoledì scorso gli uffici postali di tutta Italia sono nel caos per problemi informatici e gli utenti hanno subito una serie di disagi non potendo effettuare né prelievi né pagamenti. Il 1° giugno era anche giorno di ritiro delle pensioni.

Le Associazioni dei consumatori sono subito intervenute chiedendo il rimborso dei disservizi cui hanno dovuto far fronte gli utenti. Secondo Federconsumatori e Adusbef il caos e i disservizi non possono essere addossati sulle spalle degli utenti, specie migliaia di pensionati che ritirano la pensione per poterla impegnare (in parte) per pagare bollette ed utenze. “Gli utenti che hanno fatto code chilometriche che arrivavano in strada di uffici postali andati in tilt, con migliaia di cittadini costretti ad attendere ore ed ore nella speranza di inviare una raccomandata, ritirare la pensione o accedere al proprio conto, con la promessa vana di un urgente riavvio di alcuni terminali che funzionavano a singhiozzo, mentre altri risultavano del tutto bloccati, devono essere immediatamente risarciti” scrivono le Associazioni dei consumatori.

Gli stessi rappresentanti dell’Adusbef raccontano di essere andati, nella mattinata del 3 giugno, più volte in un ufficio postale a Roma, vicino la stazione Termini, per effettuare pagamenti e spedire raccomandate ed hanno trovato sulla porta d’ingresso l’avviso: “L’ufficio non è operativo per un guasto tecnico sulla rete a livello nazionale”. I rappresentanti dell’Adusbef sono pronti a testimoniare disagi gravi per molti cittadini arrivati anche dalla periferia di Roma per ritirare la pensione o effettuare dei pagamenti. “Stavolta non basteranno le pacche sulle spalle di Poste Italiane che si è scusata con la clientela per i disagi provocati da un guasto al sistema informatico, né la promessa di aver ripristinato il regolare funzionamento per la fornitura di tutti i servizi postali e finanziari, con gli sportelli che resteranno aperti oltre il normale orario di lavoro finché non saranno serviti tutti i clienti: ci vogliono adeguati risarcimenti dei danni”.

Adusbef e Federconsumatori hanno invitato l’amministratore delegato di Poste Massimo Sarmi ad aprire, da oggi, un tavolo di conciliazione per risarcire bonariamente tutti i cittadini che hanno subito dei danni, previa segnalazione dell’accaduto alle Associazioni dei consumatori; “stavolta – concludono Federconsumatori e Adusbef – in caso contrario, l’Ente Poste non riuscirà ad evitare una class action, con un doveroso risarcimento dei danni proporzionato ai gravi disagi subiti per tre giorni di fila dai pensionati e dagli utenti”.

Secondo l’Aduc, poiché non si tratta di una situazione determinata da calamità o casualità, ma dall’aggiornamento dei loro sistemi informatici, i motivi per ottenere un rimborso ci sono tutti. I danni li ha subiti, per esempio:

  • chi doveva pagare una multa al codice della strada ed era l’ultimo giorno valido: gli importi sono raddoppiati;
  • chi doveva pagare una utenza e nella prossima bolletta gli verranno addebitati interessi e more;
  • chi doveva pagare una tassa comunale come Tosap, Ici o altro, dove le penali anche per un giorno di ritardo sono salatissime;
  • chi doveva ritirare la pensione e il 1° giugno non lo ha potuto fare, il 2 le Poste erano chiuse e, dopo ore di code solo nella tarda mattinata del 3 ha potuto riscuotere, se non il 4 o lunedì 6; pensioni le cui minime sono da fame e che già negli ultimi giorni del mese lasciano gli anziani con le tasche vuote, per cui anche pochi giorni di ritardi provocano disagi terribili;
  • chiunque ha dovuto fare code incredibili, recandosi più volte alle Poste.

L’Aduc sta seguendo la strada della messa in mora individuale: ognuno può fare una raccomandata A/R indirizzata alla Poste in cui fa presente cosa è accaduto, magari inserendo in busta anche fotocopia dei numerini che ha preso per fare le diverse file, precisa al centesimo i danni subiti (materiali, fisici e psicologici), intima il pagamento entro 15 giorni, altrimenti si rivolgerà alle autorità giudiziarie.

Intanto arrivano degli aggiornamenti: Poste Italiane ha risposto alle richieste delle Associazioni dei consumatori ed ha annunciato l’apertura di un tavolo di conciliazione per risarcire gli utenti danneggiati dai disagi informatici dei giorni scorsi.

“Chi ha avuto un danno certo e dimostrabile, ad esempio non si è potuto pagare una multa che scadeva nei giorni in cui si sono verificati i disservizi, potrà rivolgersi all’Adoc per avviare la procedura di conciliazione – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – una procedura che mira ad evitare l’allungamento dei tempi e le spese di altre forme di ricorso giudiziario come la class action. Verrà effettuata una valutazione della situazione caso per caso, al fine di una migliore e corretta analisi del problema è bene allegare tutta la documentazione possibile, come il biglietto della fila ritirato presso l’ufficio con data e ora e il bollettino che avrebbe dovuto essere pagato. Maggiori dettagli sulla procedura saranno comunicati sul sito dell’Adoc all’indirizzo www.adoc.org“.

“Un primo risultato per cittadini coinvolti – commentano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori ed Adusbef – che dimostra l’importanza e la rilevanza dell’intervento delle Associazioni per una pronta tutela dei diritti dei consumatori. Tutti gli utenti coinvolti possono rivolgersi presso le sedi delle nostre Associazioni per essere aggiornati sugli sviluppi della vicenda e sull’avvio delle pratiche. Segnaliamo inoltre che, per quanto riguarda i disagi registrati ancora questa mattina, l’azienda ha comunicato che saranno risolti al più presto. Qualora così non fosse, invitiamo i cittadini a segnalarlo presso i nostri sportelli presenti in tutta Italia”.

Il Codacons spiega che il meccanismo di rimborso sarà analogo a quello avviato da Autostrade per l’Italia per indennizzare gli utenti bloccati dalle strade ghiacciate lo scorso dicembre. “Invitiamo i cittadini che nei giorni scorsi hanno avuto problemi con i servizi postali a conservare tutte le prove dei disagi subiti, come ad esempio bollette, fatture, e contravvenzioni scadute – spiega il presidente Carlo Rienzi – documenti utili per dimostrare i danni materiali legati al disservizio. A seguito della decisione di Poste Italiane, abbiamo deciso di bloccare le citazioni dinanzi al Giudice di Pace che il nostro ufficio legale stava ultimando, e stiamo per pubblicare sul blog www.carlorienzi.it un modulo che i cittadini possono utilizzare per ottenere l’indennizzo dall’azienda”

 

 

2011 – redattore: GA

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