EUROPA. Nuova strategia biodiversità: legare l'Ambiente ai fondi UE per l'Agricoltura

La Commissione europea vara una nuova strategia per combattere la perdita di biodiversità in Europa nei prossimi 10 anni. La perdita di biodiversità, dovuta soprattutto all’eccessivo sfruttamento del territorio e delle risorse naturali, inquinamento, diffusione incontrollata di specie non autoctone e cambiamenti climatici, è all’origine di pericolose alterazioni all’equilibrio naturale con conseguenze sia sulla salute che economiche. Secondo la Commissione “in Europa la biodiversità è a un punto critico, con l’estinzione delle specie che aumenta a ritmi mai registrati prima, circa mille vole il normale”. Dal punto di vista economico soltanto la diminuzione dell’impollinazione degli insetti ha un valore di 15 miliardi di euro all’anno nella sola UE. Per questo Bruxelles vuole tenere fede ai due grandi impegni assunti nel marzo 2010, ossia porre fine alla perdita di biodiversità nell’UE entro il 2020 e proteggere la biodiversità e i servizi ecosistemici entro il 2050. La strategia della Commissione va di pari passo con gli impegni internazionali assunti a Nagoya nell’ottobre del 2010. Il Commissario Ue Ambiente Janez Potočnik ha dichiarato: “Noi esseri umani, oltre ad essere parte integrante della biodiversità, dipendiamo da essa per procurarci cibo, acqua e aria pulite, e un clima stabile. È il nostro capitale naturale, che stiamo spendendo troppo in fretta. Dovremmo tutti riconoscere la gravità della situazione e l’incapacità finora dimostrata di risolvere il problema. È giunto il momento di impegnarsi molto più a fondo”.

La strategia della Commissione si basa su sei punti fermi: la piena attuazione della normativa vigente in materia di protezione della natura e della rete di riserve naturali; il ripristino degli ecosistemi aumentando l’uso delle infrastrutture verdi; la garanzia della sostenibilità delle attività agricole e forestali; la salvaguardia degli stock ittici dell’UE; il contenimento delle specie invasive; l’aumento del contributo UE all’azione concertata a livello internazionale. Proprio gli ingenti finanziamenti per la Politica Agricola Comune (PAC) e quelli alla Pesca (CFP) dovranno tener conto delle realtà che rispettano la biodiversità. “I futuri pagamenti dovranno essere collegati a misure obbligatorie di protezione dei beni pubblici”, ha confermato Potocnik. Secondo la Commissione, infatti, proprio l’insufficiente integrazione della protezione della biodiversità nelle altre politiche Ue ha causato il fallimento della prima strategia. Attualmente l’Ue finanzia la tutela dell’ambiente con il programma LIFE +, con un budget di 2 miliardi per il periodo 2007-2013. Il finanziamento per l’Agricoltura invece è di 53,5 miliardi l’anno.

Secondo gli ambientalisti mancano però obiettivi chiari per valutare che determinate aree siano davvero sostenibili. Friends of the Earth Europe (FoEE) teme che questa carenza faccia proseguire “la scomparsa di specie animali e di conseguenza l’alterazione della biodiversità europea e mondiale”. L’eurodeputata francese verde Sandrine Bélier accoglie positivamente la strategia della Commissione ma precisa che “ogni finanziamento comunitario deve essere effettivamente basato sul rispetto della legislazione sulla biodiversità e tutela delle acque”. Più critico lo European Environmental Bureau (EEB) che giudica la strategia della Commissione “senza ambizione in particolare riguardo alla protezione delle specie a rischio, degli habitat e alla sostenibilità di agricoltura e pesca”. Vera Coealho dell’EEB critica l’estendere della strategia sulla pesca dal 2015 al 2020.

Il prossimo appuntamento, al quale anche gli ambientalisti faranno sentire la loro voce, è fissato al Consiglio Ue tra i 27 Ministri dell’Ambiente a Giugno.

di Alessio Pisanò

La riproduzione di questo contenuto è autorizzata esclusivamente includendo il link di riferimento alla fonte Help Consumatori

 

 

2011 – redattore: AP

Print Friendly