ENERGIA. Bruxelles chiama Italia: intervenire su prezzi energia e su discriminazioni sul lavoro

Oggi da Bruxelles arrivano una serie di richieste all’Italia. Il primo richiamo riguarda i prezzi regolamentati dell’energia praticati agli utenti finali. La Commissione Europea ha inviato un parere motivato all’Italia affinché conformi la legge nazionale alle norme comunitarie che stabiliscono che i prezzi devono essere fissati precipuamente sulla base della domanda e dell’offerta. La legge italiana, invece, impone tuttora ai gestori del sistema di distribuzione di fornire energia elettrica a prezzi regolamentati ai clienti domestici e alle piccole imprese che non abbiano sottoscritto un contratto con un fornitore sul mercato libero.

Secondo la Commissione Europea la misura, non essendo soggetta ad un chiaro vincolo temporale, va oltre quanto necessario per tutelare i consumatori e ostacola l’accesso di nuovi operatori sul mercato italiano.

Questa notizia ha destato una reazione di polemica da parte di Federconsumatori e Adusbef, secondo cui la Commissione Europea ha dimostrato di essere disinformata sulla liberalizzazione del sistema elettrico italiano. “In Italia – spiegano le Associazioni – il meccanismo che determina i prezzi dell’elettricità per i consumatori domestici è il trasferimento con media trimestrale dei costi di acquisto sostenuti dal grossista Acquirente Unico operando nel mercato all’ingrosso italiano ed europeo. Questo sistema è più efficiente ed efficace di quello di altri paesi, come risulta da 3 indicatori specifici:

  • la percentuale di consumatori domestici passati al mercato libero (introdotto dal 1/7/2007) fino alla fine del 2010 è stato di circa il 15%, ossia superiore a quello verificato nello stesso arco temporale in altri paesi UE, Inghilterra compresa;
  • le variazioni del prezzo praticato in Italia dal 2007 al 2011, in base agli acquisti dell’Acquirente Unico, hanno seguito la stessa dinamica di logica di mercato della Germania (è impossibile il confronto con Francia e Spagna che risentono dell’intervento statale) prescindendo dai costi industriali del mix tecnologico e dei combustibili;
  • qualunque imprenditore può vendere l’elettricità in Italia, perché è possibile svolgere tale attività senza alcuna autorizzazione.

Federconsumatori e Adusbef concludono: “Le domande che, invece, i consumatori italiani rivolgono alla Commissione Europea sono: perché ritiene giusto che essi debbano finanziare tramite la bolletta tutti gli incentivi per le fonti rinnovabili e perché non sia intervenuta in modo efficace per introdurre un reale mercato del gas, rompendo la struttura monopolistica dei grandi operatori nazionali che agiscono in tutti i paesi dell’Unione?”

Passando alle richieste che giungono all’Italia da Bruxelles, la seconda riguarda l’invito ad adeguare i requisiti di idoneità fisica e mentale alla guida a quanto previsto nell’ordinamento dell’Unione europea. Due direttive comunitarie adottate nel 2009 hanno aggiornato e adeguato al progresso scientifico i requisiti minimi di idoneità fisica e mentale per la guida dei veicoli a motore contemplati dalle direttive sulla patente di guida. Le modifiche riguardano i requisiti minimi concernenti la vista, il diabete e l’epilessia. L’Italia a tutt’oggi non ha comunicato alla Commissione il recepimento delle due direttive nei rispettivi ordinamenti nazionali, pur avendo l’obbligo di farlo entro il 15 settembre 2010. Ora ha due mesi di tempo per farlo, altrimenti verrà deferita alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

L’Italia è stata, infine, deferita alla Corte di giustizia dell’UE per lo scorretto recepimento della direttiva 2000/78/CE che, in materia di occupazione, proibisce ogni discriminazione fondata sulla religione o le convinzioni personali, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali. La direttiva prevede specificamente l’obbligo di adottare soluzioni ragionevoli per i disabili. Secondo la Commissione l’ordinamento italiano non contiene una norma generale che imponga al datore di lavoro di prevedere soluzioni ragionevoli per i portatori di qualunque tipo di disabilità e per tutti gli aspetti dell’occupazione.

2011 – redattore: GA

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