TLC. Suonerie, gestori sono responsabili di pratiche scorrette

Suonerie e loghi per cellulari: i gestori telefonici sono responsabili delle pratiche commerciali scorrette attuate. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto i ricorsi di Telecom, Vodafone e Wind, che sostenevano la loro totale estraneità alle pratiche scorrette compiute negli anni scorsi dalle aziende ideatrici dei messaggi pubblicitari ingannevoli su suonerie e altri contenuti per cellulari. I giudici amministrativi hanno ribadito la responsabilità dei tre gestori in quanto non hanno vigilato, come consentito dai contatti stipulati con i provider, su alcune campagne pubblicitarie.

È quanto rende noto oggi Assoutenti, sottolineando che nel caso Telecom il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta dell’Antitrust di annullare le sentenze del Tar che avevano portato a una riduzione delle sanzioni. Per Telecom, ricorda l’associazione, i procedimenti riguardano sanzioni per loghi e suonerie decise dall’Antitrust a partire dal 2009 assieme alle aziende ideatrici dei messaggi (di volta in volta Zeng, Zed, Buongiorno, Dada).

Dopo l’intervento del Tar del Lazio, c’era stata la rideterminazione delle sanzioni da parte dell’Antitrust e il contemporaneo ricorso di quest’ultima al Consiglio di Stato, ma “il Consiglio di Stato ha respinto in toto le tesi della Telecom, mettendo in particolare evidenza due aspetti dei contratti tra la società e i provider – spiega Assoutenti – Innanzitutto, il meccanismo di ripartizione dei ricavi, che assicura a Telecom entrate proporzionali all’incremento degli abbonamenti sottoscritti: si evidenzia l’interesse della Telecom stessa a massimizzare i profitti dell’iniziativa commerciale, di cui è chiaramente compartecipe. In secondo luogo, la mancata verifica da parte di Telecom dei contenuti della campagna pubblicitaria, come sarebbe stato nei suoi poteri e nelle sue possibilità: ipotizzare un’esclusione di responsabilità in questo caso sarebbe paradossale, perché renderebbe possibile con un semplice contratto esonerare una delle parti dal rispetto di un obbligo di legge”. Con motivazioni analoghe, il giudice amministrativo ha respinto i ricorsi di Vodafone e Wind.

Risultato: Telecom dovrà pagare la somma complessiva di 650.000 euro per quattro procedimenti, mentre le sanzioni per Vodafone e Wind sono confermate rispettivamente in 180.000 euro e in 150.000 euro.

Commenta il presidente Assoutenti Mario Finzi: “Le decisioni del Consiglio di Stato rappresentano un’importante conferma del lavoro svolto in negli ultimi anni dall’Antitrust per contrastare le pratiche scorrette in questo campo. Il nostro Osservatorio sulla pubblicità ingannevole continuerà a monitorare con attenzione le decisioni dell’Antitrust e dei giudici amministrativi e a sensibilizzare i consumatori su questi temi”.

Per l’occasione, l’associazione chiede anche di discutere le proposte di legge per alzare il tetto delle sanzioni per pratiche commerciali scorrette: queste, afferma Finzi, “devono avere una capacità dissuasiva reale: altrimenti i grandi operatori continueranno nei loro comportamenti scorretti senza particolari problemi”.

2011 – redattore: BS

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