Acqua pubblica e no al nucleare, domani in piazza

Un sabato in piazza per rivendicare che l’acqua è un bene comune e non va privatizzata e per manifestare contro qualsiasi ipotesi di ritorno al nucleare. Per invitare i cittadini ad andare a votare nei prossimi referendum. È domani a Roma, a partire da piazza della Repubblica, l’appuntamento dei comitati “Vota sì per fermare il nucleare” e “2 sì per l’acqua bene comune”, che chiamano a mobilitazione la società civile in vista dei prossimi referendum – che il Consiglio dei Ministri, insieme al referendum sul legittimo impedimento, ha deciso per il 12 e 13 giugno prossimi, rifiutando qualsiasi ipotesi di accorpamento con le amministrative.

Contro il nucleare, dunque. Scrive il Comitato Vota Sì per fermare il nucleare (più di 60 associazioni impegnate per il referendum anti-nucleare):”Il nucleare è costoso e pericoloso, mette a rischio la sicurezza e la salute di milioni di persone. La tragedia giapponese pone l’umanità davanti a un bivio: convivere con i terribili rischi delle centrali nucleari o scrivere la parola fine all’incubo atomico. Nel referendum del 1987, l’80%degli italiani ha detto No al nucleare; ma il governo Berlusconi, aggirando la volontà popolare, ha reintrodotto l’opzione energetica nucleare con la legge 99 del 23.07.09. Una legge che possiamo cancellare votando tutti Sì al referendum abrogativo. Tornare all’atomo oggi sarebbe pura follia. Non andare a votare, anche”.

Proprio nei giorni scorsi c’è stata la decisione del Governo di attuare una “moratoria” sul nucleare a seguito del disastro della centrale giapponese di Fukushima. Per il Comitato, la moratoria è “un diversivo per salvarsi dal referendum e non mettere a rischio le elezioni amministrative”, che segue un periodo nel quale diversi esponenti politici prima hanno sminuito la gravità degli incidenti nucleari in Giappone poi hanno deciso di rimandare la decisione.

La protesta si unisce alla rivendicazione del “popolo dell’acqua, che “torna in piazza con una grande Manifestazione promossa dal Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune e dal Forum dei Movimenti per l’Acqua”: “Siamo convinti – affermano i promotori – che una vittoria dei Sì ai referendum della prossima primavera possa costituire una prima e fondamentale tappa, contro la privatizzazione dell’acqua, per fermare il nucleare e in difesa dei beni comuni. Per questo chiamiamo tutte le donne e gli uomini a partecipare a una manifestazione aperta, allegra e plurale”.

Nell’appello per l’adesione alla manifestazione si sottolinea la necessità di guardare a un altro modello di sviluppo: “Sabato 26 marzo il popolo dell’acqua ha indetto a Roma una grande manifestazione nazionale per 2 Sì ai referendum per l’acqua bene comune, per il Sì per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni, dei diritti e della democrazia. Questi referendum sono fondamentali per tutte le donne e uomini che guardano a un altro modello di società, di sviluppo e al futuro del pianeta. È da anni che i movimenti in difesa dell’acqua bene comune si battono per il suo riconoscimento quale diritto umano universale, diritto calpestato da diverse norme che vogliamo abrogare con i referendum. A questa battaglia contro la mercificazione dell’acqua si unisce la battaglia contro il ritorno al nucleare in Italia. Il tremendo terremoto che ha colpito recentemente il Giappone -prosegue l’appello – e la drammatica situazione venutasi a creare nella centrale nucleare di Fukushima, con il disastro nucleare tuttora in corso e con conseguenze ancora imprevedibili ma in ogni caso tragiche per la popolazione coinvolta e per l’ambiente dell’intero pianeta, rendono l’appuntamento del 26 ancora più importante e urgente”.

Le due manifestazioni uniscono pezzi importanti della società civile, singoli cittadini, associazioni ambientaliste, associazioni di consumatori. Afferma il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza: “Sul nucleare aiutiamo il governo nella sua pausa di riflessione, esprimendo chiaramente il nostro rifiuto sul rilancio dell’energia atomica. Le centrali sono pericolose, costose e non servono all’Italia. Siamo contrari, inoltre all’obbligo di privatizzazione del servizio idrico nel nostro Paese, perché l’acqua è un bene comune e il suo utilizzo deve rispondere a criteri di pubblica utilità”.

Sul versante acqua, per Legambiente bisogna soprattutto risolvere i problemi dei servizio idrico in Italia, a partire dal fatto che il 33% dell’acqua potabile si perde nelle reti colabrodo di trasporto e di distribuzione tanto che, in alcune regioni, l’accesso è razionato e irregolare nei mesi estivi. Manca poi un’autorità pubblica, autorevole e indipendente che controlli che le gestioni idriche rispondano ai criteri di un uso socialmente equo e ambientalmente sostenibile. Netta anche la posizione sul nucleare, dove peraltro – all’indomani dell’incidente giapponese – le dichiarazioni rilasciate da esponenti politici e rappresentanti di Governo sono state quantomeno incoerenti, passando dalla rassicurazione alla decisione di adottare quella che è stata definita come “una pausa di riflessione”. Solo per ricordare alcuni argomenti citati da Legambiente: gli incidenti dimostrano che il nucleare è pericoloso, lo smaltimento delle scorie è un problema irrisolto, non è vero che l’elettricità dell’atomo costa meno rispetto a quella generata da altre fonti di energia.

Il Movimento Consumatori ribadisce, dal suo canto, il sostegno al referendum: “Un milione e 400 mila cittadini lo scorso anno hanno chiesto con forza un referendum attraverso cui potessero esprimere la propria volontà sulla necessità o meno che l’acqua resti fuori dalle logiche commerciali dei privati. Movimento Consumatori è convinto che il segnale arrivato dalle numerose firme depositate non fermerà i cittadini dall’andare a esprimere la propria opinione. MC sostiene la manifestazione nazionale del 26 marzo a Roma “Vota Sì ai Referendum per l’acqua bene comune” che rappresenta l’appuntamento in cui il popolo per l’acqua lancerà la campagna referendaria”.

No al nucleare e sì all’acqua bene comune, in mobilitazione per il referendum di giugno, anche per il Movimento Difesa del Cittadino che parteciperà alla manifestazione.

2011 – redattore: BS

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