Liti condominiali, vere e proprie faide combattute a colpi di urla, lettere, citazioni dal Giudice di Pace e, per i più burloni, scherzi e dispetti al vicino che non si sopporta. Questa via è stata quella scelta da un trentaduenne che,per reagire ad uno sgarbo dei vicini, aveva cosparso le loro auto di terra. Il caso finiva in Tribunale ed il giovane veniva denunciato per il reato di imbrattamento e deturpamento, ma l’uomo veniva assolto "perché’ il fatto non costituisce reato" dal Giudice di Pace. Secondo il giudice "la terra buttata sulle vetture avrebbe potuto facilmente essere rimossa e dunque non aveva scalfito i veicoli" quindi non ci sarebbe stato reato. Per noi la vicenda si sarebbe già potuta chiudere con la lite tra i vicini e ci sembra addirittura esagerato aver scomodato un Giudice di Pace per uno scherzo tra vicini, ma siamo in Italia, dove un processo civile ed un appello non si nega a nessuno e perciò il caso è arrivato addirittura in Cassazione, dove gli ermellini hanno ribaltato la sentenza: "Ciò che resta sufficiente ad integrare la fattispecie criminosa – scrive la Corte – è proprio la condotta di materiale mutamento delle condizioni in cui il bene altrui si trovava, in modo da alterarne l’aspetto". E quindi fare un dispetto al vicino di casa può configurare reato, indipendentemente dalla "pesantezza" dello scherzo. Ma noi ci chiediamo: valeva la pena impegnare la Giustizia per un po’ di terra sull’auto? Non lamentiamoci poi se i processi durano decenni se impegniamo la Cassazione pure su questi aspetti marginali della vita sociale, ma la nostra è solo un’opinione.





Buongiorno
vi voglio proporre una questione.
Mia cugina sta in fitto a Salerno, xxxxxxxxxx dentro un palazzo che ha una metà, la scala destra, che è per tre quarti di xxxxxxxxxx, che ha appartamenti dentro cui ci abitano persone in fitto. Mi ha raccontato mia cugina che da più di dieci anni nella scala di destra ci vengono a stare persone di tanti colori. Per molto tempo ci ha abitato un certo xxxxxxxxxx, legato alla camorra e che è stato poi sotto processo, un tipo legato all’ambiente delle xxxxxxxxxx. Poi ci ha abitato una signora ke non camminava bene ( che non faccio il nome perchè scomparsa ) e
ci abitava con due figli gemelli, uno fa il l s u al parco di xxxxxxx, legata pure lei all’ambiente della droga e mi ha raccontato mia cugina che questa signora per molto tempo dopo ke se ne è andata via l hanno cercata via telefono, chiamando agli inquilini un sacco di volte.
Dopo ci ha abitato un certo xxxxxxx che una volta si è cercato di collegare alla presa di corrente del palazzo per fregare la corrente a scrocco e ha fatto un corto circuito.
Mia cugina mi dice che ancora ci vivono in quella scala persone dell’ambiente della xxxxxxxxx, gente che scappa senza pagare i
soldi del fitto e cose un poco strane. . .E’ possibile mi kiedo fare qualche cosa per parlare di questa situazione alla polizia? Se voglio fare qualche cosa di legale ditemi per piacere che cosa io o mia cugina possiamo fare, grazie a voi.
Cara signora. Innanzitutto capiamo la rabbia, ma le consiglio di non mettere mai nomi e cognomi in uno spazio pubblico perché rischia di incorrere nel reato di diffamazione, e quindi ho cancellato questi dati.
I nomi e cognomi invece, se è sicura di poter provare quello che afferma, deve farlo alle forze di polizia, tramite un denuncia/querela che verrà valutato da un giudice penale.
Se non ha le prove riferisca solo i fatti presentando una denuncia/querela contro ignoti. Denunciando fatto do fatto, con costanza, unendosi ad altri vicini e combattendo l’omertà vedrà che riuscirà a trasformare quel posto da un luogo invivibile per i cittadini in un luogo invivibile per la malavita.
Le siamo vicini e restiamo a disposizione per altri consigli.