corte-costituzionalePresentato un emendamento che rischia di dare un nuovo colpo di spugna ai rimborsi.

Agenzia delle Entrate Prende le distanze dalla propria sede di Treviso

Perché non si vuole dar seguito alla sentenza?

 

Nuova puntata di questa che, oramai, sembra essere diventata la commedia del rimpallo.

L’Agenzia delle Entrate, infatti, interpellata nell’ambito di un Question Time, prende le distanze dalla sua stessa sede di Treviso e, dichiara che quest’ultima ha solo risposto “sulla base del diritto vigente” ad un’istanza d’interpello e che nessuna risoluzione è in elaborazione.

L’interpello però verteva sull’applicabilità o meno dell’IVA sulla Tariffa Rifiuti, e la risposta è stata che “sulla base del diritto vigente” l’IVA non va applicata. Non capiamo cosa si aspetta quindi per chiarire a livello nazionale la vicenda con una risoluzione? Si attende che vari il quadro normativo?

Quest’attesa è, forse, legata al recente emendamento presentato dall’Onorevole Maurizio Leo? Sì, proprio lui, che a Gennaio elogiavamo per aver presentato emendamenti a favore dei rimborsi, ha ora presentato un emendamento che, di fatto, annulla il diritto ai rimborsi iva, rendendola parte integrante della tariffa. L’emendamento prevede, infatti, che qualora l’ente gestore abbia emesso fattura direttamente nei confronti degli utenti, l’IVA “non rappresenti altro che una quota delle predette tariffe” e quindi non può formare oggetto di richiesta di rimborso. Semplificando: Se è stata applicata allora ne era parte, altrimenti no: chiaro esempio di certezza del diritto!

Solo una cosa appare chiara in questa controversa vicenda, che nessuna delle Istituzioni vuole essere additata come quella che ha dato il via ai rimborsi, ma perché? Come può uno Stato perseguire chi cerca “trucchi” per evadere il fisco, quanto lo Stato stesso cerca escamotage per evitare di rimborsare un’imposta non dovuta?

Invitiamo quindi l’Onorevole Maurizio Leo, a spiegare ai cittadini questo cambio repentino di direzione, e ci auguriamo che questo emendamento venga scartato o ritirato: I cittadini non vogliono vivere in uno Stato in qui le regole, se non piacciono, si possono cambiare.

Un’altra perplessità ci viene dalla stessa risposta dell’Agenzia: Gli utenti finali, per i rimborsi dell’IVA sulla TIA, devono rivolgersi ai gestori del servizio rifiuti (e questo lo sapevamo), perché, citiamo testualmente, “Questo aspetto attiene al rapporto intercorrente tra detti soggetti”. “Ad esso resta, pertanto, estranea l’Amministrazione finanziaria”

Non capiamo. I gestori potevano scegliere se applicare o no l’Imposta? L’IVA non è stata forse nel tempo (e si parla di anni) versata nelle casse dello Stato? Perché per riscuotere l’Amministrazione finanziaria era ben presente, mentre per restituire è “estranea”? E le aziende? Non hanno forse detratto l’IVA dai versamenti che fanno allo Stato? Non hanno certo detratto dalla tariffa versata ai gestori. Come si può definire quindi questo rapporto intercorrente solo fra l’azienda ed il gestore?

Una sola conclusione ci rimane dall’analisi di questi atteggiamenti che può essere espressa, parafrasando il Manzoni, con una frase: Questo rimborso non s’ha da fare. E questa posizione noi cittadini non possiamo condividerla “ne ora ne mai”

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