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GOVERNO. Agenzia acqua, favorevoli e contrari. Comitato referendario parla di farsa

Dopo la querelle sul nucleare, con il tentativo di “disinnescare” la miccia del referendum attraverso una moratoria, un altro provvedimento deciso ieri dal Governo scatena la reazione dei comitati promotori dei referendum: l’istituzione dell’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua, “un organismo indipendente a tutela dei cittadini utenti, con compiti di regolazione del mercato nel settore delle acque pubbliche e di gestione del servizio pubblico locale idrico integrato”. Il provvedimento è stato presentato nel decreto legge sviluppo ed è accolto con accenti e opinioni diverse dalle differenti parti in causa.

Secondo il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, “l’istituzione dell’autorità per l’acqua, nell’ambito del decreto sviluppo, rappresenta un grande traguardo a difesa di tutti i cittadini e della risorsa-acqua”. Spiega Prestigiacomo: “L’organismo sarà autonomo, di nomina parlamentare con maggioranza qualificata dei 2/3. In un sistema moderno di governance delle risorse idriche in cui la proprietà del bene-acqua resta inequivocabilmente pubblica e dove, già da anni, operano e opereranno sempre più i privati, anche con aziende quotate in borsa – rileva ancora Stefania Prestigiacomo, – era necessario completare la riforma creando un organismo di controllo forte. Ci saranno più garanzie per cittadini e per l’ambiente, più poteri regolatori sulle tariffe e sanzionatori per perseguire ogni possibile abuso. Essenziale anche l’autonomia da altri organismi similari, perché la gestione dell’acqua non è solo una questione di mercato, ma deve coniugare, anche culturalmente, l’aspetto economico e l’aspetto ambientale, entrambi fondamentali e meritevoli di tutele specifiche”.

Soddisfatta FederUtility, la federazione che riunisce il 95% dei gestori di acquedotti, fognature e depurazione. “In attesa di prendere visione del testo definitivo, c’è soddisfazione per la definizione di una autorità di regolazione del settore idrico, che come federazione chiedevamo da molto tempo”, ha detto il presidente Roberto Bazzano, sottolineando che “si è finalmente intervenuto sulla regolazione, che rappresenta l’aspetto più rilevante per il funzionamento del sistema industriale dei servizi idrici e per l’affidabilità di un comparto che ha bisogno di interventi e di finanziamenti urgenti”.

Sul fronte di guerra il comitato “2 Sì per l’acqua bene comune”, che non usa mezzi termini: “È palese il tentativo di depotenziare i referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici del prossimo giugno. A Governo e maggioranza diciamo chiaramente che tanto dal punto di vista del metodo, quanto da quello del merito anche questo tentativo si rivelerà per quello che è: una farsa ideata al solo scopo di delegittimare il voto popolare. Il re è ancora una volta nudo: si richiama al popolo ad ogni occasione ma fugge a gambe levate quando il popolo può davvero pronunciarsi su temi essenziali per la vita e la società. Anche questa volta non ci riusciranno, il 12 e il 13 giugno tutte e tutti a votare per l’acqua bene comune”.

2011 – redattore: BS

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